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Il Sentiero Oscuro /29

Starting from this paragraph, I'm going to title this book as its title actually is: "Il Sentiero Oscuro". Followers from other countries can read it using a common translator, but still this is a book I wrote in Italian and it's obvious it should be read in Italian (or after a professional localization in your language, of course). However I'm sure my blog is full of many other language-free contents that anyone can enjoy (I make a post every damn day!), so there is no reason to me (and it's a waste of time) to translate this book in english by my own. The book will be professionally translated in english too by Tora Edizioni pretty soon, so just have faith.

46.

Stai per rispondere a Sorella Benedetta, quando Evan fa un passo avanti e grida:
«Come osate dubitare della santità del mio padrone? Egli è un Cavaliere D’Ambra, la sua condotta è integerrima e la sua anima è pura! Non accetterebbe mai di essere l’adepto di una Strega! MAI!»
Evan è stato leale e protettivo nei tuoi confronti, come sempre, ma stavolta avrebbe potuto lasciarti gestire la faccenda a modo tuo. Adesso Benedetta è più confusa che altro.

Ardea grugnisce, i suoi occhi si fanno scuri di rabbia. Benedetta tira la corda a cui è legata e le rivolge appena un gesto, come farebbe con un cane se dovesse impartirgli di stare buono. Si rivolge invece ad Evan:

«Non… non ho dubitato per un attimo della fede di questo cavaliere! So bene che la lingua delle streghe è nera e che il loro stesso respiro è mefitico!»
Come a voler sottolineare quanto appena detto, Benedetta avanza fino a poggiare la sua mano sul pettorale della tua armatura. Il suo sguardo resta aspro e distaccato, come se non intendesse concederti alcuna confidenza. 
«La Strega non ha nessun apprendista, è chiaro: il suo era solo un tentativo di screditarvi. Tuttavia… la vostra presenza potrebbe risultare utile all’incontro con la Dama del Lago, in quanto di certo ne sapete più di me su come resistere alle stregonerie di questa megera.»

Riduci a zero il livello della tua relazione con Ardea.

Aumenta di uno il livello la tua relazione con Benedetta.

«Entrate, adesso… siete tutti ammessi al cospetto di Trizia, ma non fatemi pentire di questa scelta!» Esclama Sorella Benedetta, indietreggiando fino alla soglia della tenda e scostando il drappo che ne copre l’ingresso. Ardea sputa in terra, lanciandoti un’ultima occhiata torva prima di voltarsi ed entrare a sua volta. La seguite all’interno della tenda.

Entrate. ▶︎ 80

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 80.

Ti aspettavi una tenda colma di pellicce, tavoli, treppiedi, soprammobili e ninnoli di ogni tipo, adatta a quella che è la tua idea del capo di una banda di briganti. Invece l’interno della tenda di Trizia è buio e spartano. Dei bracieri illuminano pigramente l’ambiente con un pallido colore rosso, ma nel contempo affumicano le stoffe più alte creando uno spesso strato di foschia laddove la paleria più robusta sostiene la struttura.

Un tappeto è stato steso in terra, per dare il benvenuto a chi entra, mentre Trizia siede su un trono di legno, accostato a una pila di casse, su una delle quali è appoggiato un calice ancora traboccante di schiuma. Birra. Stringe in mano un altro calice, curvo e ornato di ghirigori.

«Siete al cospetto della Dama del Lago!» Proclama Benedetta, indicandola con la mano. Quindi presenta ognuno di voi, con molta meno enfasi. Rogar e Buc restano nei pressi dell’uscita, mentre Sorella Benedetta si siede a terra in un angolo poco illuminato, di fianco ad alcuni incensieri, dove sono state accatastate delle coperte e dei cuscini.

Trizia se ne resta in silenzio per diverso tempo, scrutandovi attentamente. 

È una donna di mezza età con capelli corvini, un naso adunco e delle bizzarre pitture dipinte sul viso e sulle braccia, simili a quelle di una zebra. Le stesse striature si ripetono sulle gambe, quindi immagini che servano a mimetizzarsi tra le fronde del bosco, di notte. Molto ingegnoso. Il resto del suo corpo è coperto con abiti poco rifiniti, ottenuti cucendo insieme vari tipi di pellame e tenuti su da cinghie di cuoio. Non vedi armi alla sua cintola ma dietro di lei, su uno dei pali portanti, sono appesi uno scudo e una spada corta… e sono abbastanza a portata di mano affinché possa recuperarli in caso di pericolo.

«Quindi tu sei la Strega di Lombrosa.» Mormora, indicando Ardea con un cenno del capo. La Strega annuisce in silenzio.

«E tu sei il cavaliere che la deve condurre al rogo.» Riprende, guardando nella tua direzione. Ovviamente tu scuoti la testa.

«Non al rogo, bensì al cospetto della Santa Inquisizione.»

«E voi siete il capo di questi briganti?» Domanda a quel punto Evan, incapace di stare zitto, soprattutto nei momenti di tensione. Per tutta risposta, Trizia si alza in piedi, sbuffando.

«Non proprio, ragazzino… io sono la Dama del Lago, Trizia. Abitavo qui già da prima che arrivasse questa banda di uomini liberi. Mi sono unita a loro quando sono venuti da me, reclamando questa radura per farne il loro nascondiglio. E poi… sono divenuta la compagna del loro capo: Bartolomeo da Alasdar

«Bartolomeo…» Mormora Ardea, e il suo sguardo si fa vuoto.

«Dov’è adesso Bartolomeo?» Chiedi.

Trizia abbassa lo sguardo e si avvicina a uno spesso tendaggio, malamente appeso a una piccola trave per dividere un’ambiente dall’altro, all’interno della stessa tenda. Lo scosta, lasciando intravedere un uomo sdraiato su una branda sudicia. L’aspetto dell’uomo non è dei migliori: gli occhi sono cerchiati di rosso, la carnagione è pallida, le labbra sono cianotiche e i capelli intrisi di sudore. Deve essere molto malato. A malapena si rende conto della vostra presenza. Trizia lascia andare la stoffa e il tendaggio torna a chiudersi, impedendovi di sbirciare oltre. Ti accorgi che mentre la vostra attenzione era catturata dalle pessime condizioni di Bartolomeo, Ardea si è voltata ed è uscita dalla tenda. E nessuno l’ha fermata.

«Buc, Rogar! Slegateli, per favore. – Comanda Trizia, poi si rivolge a te. – Ho bisogno di voi per guarire Bartolomeo: la stregoneria e i filtri della Strega, per cominciare… e poi… se non sarà sufficiente… avrò bisogno della tua fede, affinché la sua anima raggiunga serenamente il Beato Dio…»

Annuisci, anche se in verità non hai l’autorità per dispensare i sacramenti. Benedetta, che sicuramente lo sa, tace. Forse per rispetto, forse perché a volte, a chi soffre da tanto tempo, non resta che donare un’illusione.

«Ascolta, cavaliere. – Continua la Dama del Lago. – Le tue cose ormai sono nostre… ma le nostre cose sono di tutti coloro che abitano nella radura… e anche dei nostri ospiti. Quindi aiutami con Bartolomeo e non tentare di fuggire, e io ti prometto che in cambio non vi faremo alcun male… e finché resterete avrete pane, abiti puliti… e anche del sapone.»

Conclude sorridendo e facendo un cenno a Benedetta. Evidentemente non emani un buon odore.

«Dov’è andata la Strega?» Chiedi, ignorando battute e insinuazioni. Trizia ti risponde mentre scioglie lei stessa i polsi di Evan.

«Non preoccuparti, non se ne andrà. È solo turbata.»

«Turbata? Perché?» Chiedi ancora.

«Perché Bartolomeo è suo fratello.»  

Ti risponde Benedetta, dal fondo della tenda.


FINE DELLA SECONDA PARTE
Prosegui al paragrafo 81

Il Sentiero Oscuro /29 Il Sentiero Oscuro /29

Comments

Ma il fatto che sia un libro-game (anzi, una game-novel) anziché un fumetto, è una scelta precisa…

Bigio

Azz, che paragrafone! Sai che c’è Bigius? Dovresti tenere in considerazione la possibilità di trarre un fumetto da questo librogame. Magari dopo la pubblicazione di tutta la storia.

Giovanni Savoldi

Spero ci sia la possibilità di un finale dove si lascia l'ordine e ci si mette con Evan (che diventa la parte "attiva" della coppia, visto che ha più coraggio del protagonista)

american tank


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