VALUTAZIONI AZIONARIE + FOCUS CINA E SETTORE FINANZIARIO
Added 2025-10-21 09:41:11 +0000 UTCÈ iniziata la stagione delle trimestrali, vediamo come stanno evolvendo le valutazioni azionarie dopo alcune settimane piuttosto movimentate sui mercati.

Nelle ultime settimane, con la stagione delle trimestrali ancora nelle fasi iniziali, non si sono registrate variazioni significative nelle valutazioni complessive dei mercati, se non di modesta entità.
Il quadro generale rimane quindi sostanzialmente invariato: gli indici azionari a maggiore componente growth continuano a presentare valutazioni superiori rispetto alle proprie medie storiche — non tanto in confronto ad altri indici, quanto rispetto ai propri livelli di medio-lungo periodo (e in parte anche di breve).
Al contrario, gli indici più difensivi mantengono multipli più in linea con le medie, risultando complessivamente più “neutrali”.
Tuttavia, qualcosa si è mosso all’interno dei singoli mercati: in particolare, si sono distinti i recenti cali del comparto finanziario e del mercato cinese. Infatti, il comparto finanziario, che negli ultimi mesi presentava valutazioni tra le più elevate, sta assistendo a un certo riequilibrio dopo i movimenti sfavorevoli dell’ultima settimana. Una dinamica simile si è osservata anche sul mercato cinese, le cui valutazioni restano tuttavia ancora superiori alle medie degli ultimi anni.
Calo recente dei mercati cinesi
Rinnovate tensioni USA-Cina sui dazi e terre rare: la Cina ha annunciato restrizioni all’export di terre rare (minerali critici per tecnologie avanzate), provocando la reazione degli Stati Uniti. Il presidente Donald ha minacciato tariffe aggiuntive del 100% dal 1° novembre per poi fare parzialmente marcia indietro. La minaccia di nuovi dazi in risposta alle limitazioni cinesi sulle terre rare ha ricordato agli investitori quanto sia fragile la tregua commerciale, scatenando timori di una riaccensione della guerra commerciale e pesando sul sentiment verso gli asset cinesi.
Debolezza economica interna e crisi immobiliare: oltre ai fattori geopolitici, la Cina sconta problemi strutturali interni. La crescita economica ha rallentato, il PIL del terzo trimestre è salito solo del +4,8% annuo (solo?) a causa della persistente crisi del settore immobiliare domestico, di una domanda interna fiacca e tensioni commerciali.
Questi fattori, uniti al fatto che le valutazioni azionarie cinesi erano diventate mediamente elevate, hanno contribuito alle recenti flessioni degli indici del Paese.
Non si può però parlare di un’inversione di tendenza, si è trattato piuttosto di un riequilibrio delle posizioni da parte degli investitori, volto a ridurre l’eccessiva esposizione.
È bene ricordare che, in generale, quando un mercato diventa più caro rispetto alle proprie medie storiche, aumenta anche il rischio di correzioni più marcate in caso di eventi imprevisti.
In questa fase, chi ha già un’esposizione verso la Cina può restare sereno, ma valuterei con maggiore cautela eventuali nuovi acquisti significativi.
Se la flessione dovesse proseguire, favorendo un ulteriore riequilibrio delle valutazioni, allora si potrebbe rivalutare la possibilità di incrementare gradualmente la posizione sul Paese.
In generale, in questo momento trovo l’India più interessante; e, per chi volesse comunque includere anche la Cina, preferirei farlo attraverso un indice emergente diversificato, dove il peso dell’India tenderebbe a compensare quello della Cina, attualmente ancora su livelli valutativi relativamente elevati.
Con valutazioni interessanti, la Cina resta un Paese da monitorare con attenzione, essendo oggi l’unico vero concorrente degli Stati Uniti nel campo delle nuove tecnologie.
Vendite sul settore finanziario: il caso banche regionali USA
Negli ultimi giorni sono emerse nuove perdite e casi di frode su crediti presso alcune banche regionali statunitensi, riaccendendo i timori di rischio contagio nel sistema finanziario.
Zions Bancorp ha annunciato svalutazioni per 50 milioni di dollari su due prestiti in sofferenza, mentre Western Alliance ha segnalato una frode interna: in una sola seduta i titoli delle due banche sono crollati rispettivamente dell’11% e del 10%, trascinando al ribasso l’intero comparto. Anche Jefferies ha perso circa il 9% nella stessa giornata e oltre il 25% nell’ultimo mese, complice l’esposizione indiretta.
A peggiorare il clima, è arrivato il default di First Brands, grande fornitore del settore auto, con passività stimate fino a 50 miliardi di dollari. La vicenda ha lasciato vuoti nei bilanci di diversi creditori, tra cui UBS.
Con tassi ancora elevati e una crescita economica debole, il rischio di nuove perdite su crediti resta concreto, soprattutto per le banche regionali più fragili. Storicamente, le tensioni nel settore finanziario tendono a emergere prima negli istituti più piccoli e solo in seguito, se persistono, a coinvolgere le grandi banche ed è proprio questo il timore attuale.
Una crisi delle banche regionali, anche se circoscritta, non va sottovalutata, queste istituzioni rappresentano infatti una quota significativa del credito all’economia reale americana.
Per ora, i timori di tenuta del sistema appaiono prematuri, ma la situazione va monitorata con attenzione.
Sul piano azionario, il recente calo dei titoli finanziari può essere interpretato più come una correzione tecnica volta a riequilibrare le valutazioni, piuttosto che come l’inizio di una fase di debolezza strutturale.
In ogni caso, come già segnalato la scorsa settimana, nonostante la fase più movimentata, il sentiment di mercato è rimasto stabilmente positivo quindi i recenti timori appaiono prematuri. Il sentiment risulta infatti ininterrottamente positivo da fine aprile, periodo in cui è iniziato il recupero dei listini azionari.
Considerando la durata media storica di queste fasi, si tratta di un periodo relativamente lungo, per cui un eventuale rallentamento o una correzione nelle prossime settimane sarebbe del tutto normale, rappresentando un fisiologico momento di pausa per il mercato.
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Comments
Grazie
Andrea Markac
2025-10-23 20:23:51 +0000 UTCDegli ETF di riferimento per ogni area?? Chiedo troppo? Grazie :)
Francesco Giov
2025-10-21 10:32:15 +0000 UTC