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Solo tanto rumore?

Con lo shutdown ormai in corso e le nuove minacce di tensioni commerciali con la Cina che venerdì hanno fatto scendere i mercati, arriva almeno una notizia positiva: le tensioni in Medio Oriente sembrano destinate a placarsi.

Vediamo cosa sta accadendo.

SHUTDOWN

Si tratta del quarto blocco delle attività amministrative USA più lungo della storia, e al momento non sembra che una soluzione sia vicina.
I tentativi di finanziare temporaneamente il governo fino a fine novembre sono infatti falliti.

È evidente che più durerà la sospensione delle attività, maggiori saranno le ripercussioni economiche, già nei prossimi giorni milioni di dipendenti pubblici salteranno lo stipendio.

Le probabilità di una risoluzione rapida restano quindi piuttosto remote, ma i mercati finanziari non appaiono particolarmente preoccupati, anche perché, storicamente, gli effetti di uno shutdown tendono a essere limitati. Molto, tuttavia, dipenderà dai tempi con cui la situazione verrà sbloccata.

Tra l’altro, molti dati macroeconomici non verranno diffusi finché durerà lo shutdown, quindi anche noi ne risentiremo direttamente...

MEDIO ORIENTE

Come sapete, gli accordi raggiunti grazie anche alla mediazione di Trump nel conflitto tra Israele e Hamas stanno aprendo uno spiraglio di pace nella regione. Lo stesso Donald ha dichiarato che la guerra è finita. O almeno fino al prossimo attacco.

I periodi di stabilità geopolitica piacciono ai mercati, e non solo, quindi si tratta senza dubbio di una notizia molto positiva.
Speriamo soltanto che questa tregua possa durare.

NUOVE TENSIONI COMMERCIALI

I mercati hanno chiuso in forte ribasso venerdì, dopo le dichiarazioni di Trump, che ha annunciato l’intenzione di aumentare in modo significativo i dazi contro la Cina, in risposta alle restrizioni imposte da Pechino all’esportazione delle terre rare, un settore di cui la Cina controlla circa il 70% della produzione mondiale.

Le parole di Trump hanno spinto molti investitori a prendere profitto sui titoli più dinamici, ovvero quelli che avevano registrato i maggiori rialzi negli ultimi mesi, per il timore di una nuova escalation commerciale.

Oggi, tuttavia, i mercati sembrano in fase di stabilizzazione, dopo che domenica Trump ha chiarito che non ci sarà un’escalation sul fronte dei rapporti con la Cina.

Donald ci possiamo fidare?

TASSI D'INTERESSE FED

A fine mese si riunirà la FED, e con ogni probabilità assisteremo a un nuovo taglio dei tassi.
L’aumento delle aspettative di ulteriori riduzioni ha sostenuto i mercati negli ultimi mesi, favorendo in particolare le small cap.

Sarà però fondamentale che il percorso della FED non incontri ostacoli nei prossimi trimestri, in caso contrario, il rischio di un rallentamento dell’economia nel 2026 potrebbe diventare non trascurabile.

Lo shutdown complica i lavori anche alla FED, lasciandola senza molti dati macro su cui basare le decisioni.

TRIMESTRALI INIZIANO

Stanno iniziando le trimestrali relative al terzo trimestre del 2025, e questo significa che la volatilità recente è destinata a proseguire.
Le valutazioni di molti indici azionari restano infatti mediamente elevate, e in questi contesti il periodo delle trimestrali tende a essere più movimentato.

La correzione di venerdì anche se ha fatto preoccupare molti investitori ha comunque contribuito a ridurre leggermente l’eccesso di entusiasmo, e non è necessariamente un fatto negativo, dopotutto, i mercati non possono salire tutti i giorni, purtroppo...

In pratica tante cose stanno accadendo negli ultimi giorni quindi eliminiamo un pò di rumore.

Dopo la flessione di settimana scorsa il Sentiment di mercato è ancora positivo?

Nonostante la flessione non proprio lieve di venerdì, il sentiment di mercato resta sicuramente positivo.
Quindi, sebbene "del domani non v’è certezza", è ancora decisamente troppo presto per parlare dell'inizio di una vera e propria correzione.

Le valutazioni dell'indice azionario più importante al mondo cioè l'S&P500, cosa ci racconta?

Le valutazioni sono mediamente elevate, ma non così tanto da giustificare eccessive preoccupazioni.
Maggiore prudenza e diversificazione tra indici con caratteristiche differenti è senz’altro opportuno, ma senza lasciarsi guidare dalla paura.

La prossima settimana approfondiremo insieme le valutazioni dei principali indici azionari internazionali.

Con le trimestrali che stanno per iniziare, quali sono le attese per i profitti societari delle società incluse nel S&P500?

Sulla sinistra possiamo osservare come sono cambiate nel tempo le stime di crescita degli utili per il 2025, mentre sulla destra è riportata l’evoluzione del tasso di crescita atteso per il 2026.

La crescita prevista per il 2025 appare in linea con le medie di lungo periodo, mentre quella stimata per il 2026 resta superiore alla norma.
A prima vista potrebbe sembrare una notizia positiva, ma in realtà nasconde alcune insidie: raggiungere tassi di crescita superiori alle medie storiche è infatti più difficile, e se tali aspettative non dovessero realizzarsi, i mercati azionari potrebbero correggere per ristabilire un equilibrio più realistico.

È un po’ quanto accaduto nel 2025, quando le previsioni troppo ottimistiche di fine 2024 hanno finito per contribuire, tra le altre cose, a una flessione dei mercati nel 2025.

Le prossime settimane saranno cruciali per capire come evolveranno le stime una volta che la stagione delle trimestrali entrerà nel vivo.

Molti di voi mi hanno chiesto un parere dopo quanto accaduto la scorsa settimana.
Dal mio punto di vista, nonostante tanto rumore, non ci sono cambiamenti significativi rispetto a quanto discusso nell’ultimo video che ho pubblicato, che vi consiglio di recuperare se non l’avete ancora visto:

https://www.patreon.com/posts/investimenti-140517574

In allegato il report.

Se apprezzi il contenuto lascia pure un like al post che mi aiuta a comprendere cosa condividere con più frequenza!

Comments

Grazie I.R., molto gradito il tuo punto di vista!

Davide

Grazie

Fabio

Grazie

Andrea Markac


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