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Mercato del lavoro in raffreddamento: segnale di allarme o normalizzazione?

Giornata strana ieri, Wall Street ha aperto in rialzo dopo i dati sul lavoro USA più deboli delle attese, che hanno rafforzato le scommesse su un taglio dei tassi da parte della Fed già a settembre. Ma i guadagni si sono presto sgonfiati, con i mercati tornati a chiedersi però se la crescita economica non stia rallentando troppo.

Agosto ha portato solo 22.000 nuovi posti di lavoro (contro i 75.000 attesi) e un tasso di disoccupazione in salita al 4,3%. Segnali che rafforzano l’idea di un ciclo di tagli prolungato, con i future che vedono i tassi Fed sotto il 3% entro fine 2026.

Approfondiamo a "modo nostro" i dati sul lavoro di ieri, per farci un’idea indipendente e valutare quanto siano davvero negativi in termini di possibile rallentamento economico nei prossimi mesi.

Il grafico mostra l’andamento dell’occupazione nei settori più ciclici dell’economia. Storicamente, quando questo indicatore ha registrato cali rapidi, è sempre seguita una recessione. Gli ultimi dati confermano un trend di normalizzazione: da mesi il mercato del lavoro si sta indebolendo gradualmente, pur restando mediamente solido e comunque più forte rispetto ai livelli pre-Covid.

Questo grafico mostra il rapporto tra domanda e offerta di lavoro negli Stati Uniti. Un eventuale incremento dell’indicatore indica che, rispetto al periodo precedente, i posti disponibili risultano relativamente più numerosi rispetto alle persone in cerca di lavoro e il contrario in caso di flessione.

Nel complesso, la situazione appare più solida rispetto alla media degli ultimi 25 anni. Tuttavia, non è più robusta rispetto ai livelli pre-Covid e il processo di indebolimento prosegue, con gli ultimi dati che ne mostrano una moderata accelerazione.

Questo indicatore riassume i principali dati che monitoro e mi permette di avere una lettura rapida del mercato del lavoro. Storicamente, ogni recessione è stata preceduta da un suo aumento marcato. Gli ultimi dati mostrano un lieve peggioramento, ma nulla da far temere un imminente rallentamento economico di rilievo.

Non è certo il contesto ideale, perché è difficile immaginare un rafforzamento dell’occupazione in una fase di politica monetaria ancora restrittiva. Tuttavia, il mercato del lavoro continua a reggere e sta mostrando una resilienza superiore a quanto osservato storicamente.

Per quanto riguarda le valutazioni del S&P500 restano al limite ma senza essere troppo care.

Questo significa che è opportuno mantenere un approccio prudente (ma non troppo), evitando di concentrare troppo il portafoglio sull’S&P 500 o su indici simili. Allo stesso tempo, a mio avviso è ancora presto per intervenire con ribilanciamenti: in passato ci sono stati periodi in cui le valutazioni erano ben più elevate di oggi e sono rimaste tali per oltre un anno prima di correggere verso un nuovo equilibrio.

Per quanto riguarda il Sentiment di mercato resta tendenzialmente positivo e questo limita le possibilità di vedere delle forti flessioni del mercato azionario.

A tal proposito da notare anche come negli ultimi mesi, le Small Cap abbiano sovraperformato il resto del mercato, un segnale aggiuntivo di fiducia da parte degli investitori.

La prossima settimana uscirà il nuovo video di aggiornamento sulle fasi economiche, in cui come di consueto farò una panoramica sulla situazione economica e sui mercati.

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Comments

Ciao IR, relativamente al grafico ad inizio di pagina 3 non riesco a capire dove ci troviamo in questo momento come pallino, non vedo uno di un colore diverso dagli altri... grazie per il tuo grande lavoro!

Fabio Pretelli


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