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VALUTAZIONI AZIONARIE E APPROFONDIMENTO INDIA

Nelle ultime settimane i mercati azionari hanno mostrato un ritorno di volatilità, alimentata da incertezze geopolitiche, risultati trimestrali e dall’andamento del dollaro americano. Questo contesto ha avuto un impatto significativo sulle valutazioni di diversi indici azionari.

Oggi, dopo una panoramica generale, ci concentreremo sull'India.

Qui una sintesi delle valutazioni:

In generale, come abbiamo visto nelle ultime settimane, gli indici più difensivi come High Dividend, Low Volatility conservano valutazioni migliori perché hanno partecipato meno al recupero dei mercati post flessione di marzo/aprile. Gli indici e i settori più dinamici conservano invece delle valutazioni un pò più care.

A livello geografico, tra i Paesi sviluppati non si registrano differenze sostanziali nelle valutazioni. Diverso invece il quadro sugli emergenti: la Cina e gli indici dei mercati emergenti appaiono oggi un pò care, mentre l’India presenta valutazioni sostanzialmente in linea con la media storica, quindi più equilibrate.

APPROFONDIMENTO INDIA

L’India sta attraversando una fase difficile, in particolare a causa dei dazi imposti dall’amministrazione Trump e delle incertezze sulla possibilità di raggiungere un accordo per ridurli. Questo ha inciso in modo significativo sulle società indiane orientate all’export.

Un altro elemento da considerare è la correlazione inversa che negli ultimi anni si è spesso osservata tra Cina e India: gli investitori esteri, per mantenere un profilo di rischio simile, tendono a ruotare i capitali da un Paese all’altro, alimentando a fasi alterne i rialzi di uno e i ribassi dell’altro. Nell’ultimo anno e mezzo, la Cina ha beneficiato di valutazioni molto attraenti e di una rinnovata fiducia, fattori che hanno spinto le quotazioni verso l’alto e favorito un afflusso di capitali a discapito dell’India.

Infine, il trambusto generato dai dazi di Trump ha portato molti investitori a rifugiarsi nell’euro, che si è rafforzato rispetto a numerose valute, tra cui la rupia indiana. Per gli investitori europei questo si traduce in una perdita aggiuntiva: non solo quella legata al mercato azionario, ma anche quella derivante dall’effetto cambio.

Nei grafici si comprende l'enorme impatto del cambio.

La differenza è significativa. Durante la fase di massima correzione azionaria, tra marzo e aprile, l’India (in valuta locale) è riuscita a contenere le perdite, registrando un calo pari a meno della metà rispetto agli indici globali. Successivamente ha partecipato al rimbalzo, ma nelle ultime settimane è tornata a scendere a causa dei dazi statunitensi al 50%.

In ogni caso, da inizio anno il mercato indiano risulta sostanzialmente in pareggio. Il vero problema è legato al cambio valutario: la rupia ha perso oltre il 10% nello stesso periodo, trasformando un rendimento neutro in valuta locale in una perdita significativa per gli investitori europei.

A livello di fondamentali in questo momento i profitti societari delle società indiane risultano nel complesso in crescita.

E' il caso di investirci ora?

Per me l'india è sempre un paese interessante all'interno di un portafoglio diversificato, in particolare se le valutazioni sono buone e quelle cinesi tendenzialmente care anche se la questione dei dazi deve invitare ad una certa prudenza.

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VALUTAZIONI AZIONARIE E APPROFONDIMENTO INDIA

Comments

Buonasera Non riesco ad interpretare la dashboard. Mi è chiaro il grafico a barre. Non capisco la tabella con i vari indici pre e post 4/7. Perché proprio questa data? Perché si ripete in tutte le pagine?

vladimiro alfano

Farò pure un approfondimento. In questo momento non ancora ma lo farò.

Investitore Razionale

Prevedi qualche acquisto nel settore health care?

MafFo


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