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CAMBIO DI PASSO DEI MERCATI

Venerdì a Jackson Hole, Geronimo ha lasciato intendere che la Fed è pronta a cambiare passo perché i dati recenti mostrano un’inflazione che potrebbe risalire un po’ a causa dei dazi ma soprattutto un mercato del lavoro che inizia a dare segnali di stanchezza.
Risultato? La probabilità di un taglio dei tassi già a settembre è salita in modo rilevante.

L’S&P 500 ha guadagnato oltre l’1,5%, mentre i rendimenti obbligazionari sono scesi. A sorprendere sono state soprattutto le Small Cap che sono volate di oltre il 3%. Questa volta non sono stati i soliti mega-tech a guidare il rally: da un lato perché le valutazioni restano elevate, come abbiamo già segnalato, dall’altro perché il mercato è in attesa dei risultati di Nvidia, vero termometro per capire se il trend legato all’intelligenza artificiale stia proseguendo con la stessa forza.

E' stata una giornata che ha rotto un po' gli equilibri e la fase di stallo che durava da oltre due mesi.

Importante da segnalare come dal lato dell’economia reale, i big del retail, Walmart, Target, Amazon, Home Depot, hanno pubblicato risultati migliori delle attese. Segnale che i consumatori americani, nonostante i dazi e l’incertezza economica, continuano a spendere.

PROFITTI II TRIMESTRE

La stagione delle trimestrali si è ormai chiusa con risultati migliori rispetto al primo trimestre, quando le stime di crescita erano state drasticamente ridotte. In questo giro, invece, le aziende hanno sorpreso in positivo, riportando una crescita superiore alle attese.

Questo aspetto è fondamentale perché finché le aziende continuano a mostrare resilienza, i ribassi di mercato tendono a essere solo temporanei.

In questo momento si stima una crescita dei profitti societari superiore al 10% per il 2025 e di oltre il 16% per il 2026.

SENTIMENT DI MERCATO

Il sentiment di mercato, che misuro confrontando asset più rischiosi con quelli difensivi, rimane positivo. In questo contesto, il rischio di correzioni profonde tende a essere molto limitato. L’indicatore si è già dimostrato efficace nell’individuare rapidamente le fasi di contrazione del 2019, del 2022 e anche della prima parte del 2025. Naturalmente non va interpretato come uno strumento per decidere ingressi o uscite dal mercato, ma rappresenta un supporto utile per avere una lettura chiara e di breve periodo di ciò che sta accadendo e per fortuna in questo momento il Sentiment resta ancora positivo.

VALUTAZIONI S&P 500

Le valutazioni dell’S&P 500 non sono più ai livelli di qualche mese fa, oggi risultano leggermente care, ma non ancora eccessive. Nel complesso, la situazione resta sotto controllo. Storicamente, dopo una fase di correzione significativa, i mercati azionari tendono infatti a rimbalzare rapidamente, trainati dall’espansione dei multipli, per poi entrare in una fase di maggiore stabilizzazione.

In questa fase le valutazioni appaiono piuttosto elevate, ma non ancora proibitive. La situazione richiede un po’ di prudenza, senza però cadere negli eccessi.
Per questo motivo preferisco puntare sulla diversificazione del portafoglio, evitando di concentrare troppo l’esposizione sui soliti nomi e sui classici indici growth.

In settimana, a seguito del forti movimenti recenti, farò un approfondimento sulle valutazioni degli indici con le valutazioni più interessanti.

Se ti sei perso il video di aggiornamento sulle fasi economiche: https://www.patreon.com/posts/fase-economica-136149728

In allegato il report.

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